I CONSIGLI - PIATLINA E CIARDA

Vai ai contenuti

Menu principale:

I CONSIGLI

Il bel tempo che ha caratterizzato questi ultimi giorni e l’avvicinarsi della primavera ha smosso la campagna: potature, arature , sarchiature e laute concimazioni agitano il territorio. Già si progetta, si pensa alle nuove semine e piantagioni, come le patate. E’ ancora un poco presto, tuttavia è bene essere preparati per quando sarà il momento giusto per la messa a dimora dei tuberi. Quel tempo coinciderà nella luna vecchia tra la metà e la fine di aprile. Non bisogna aver fretta, specialmente nell’impianto delle patate nella nostra zona. Ricordatevi che a “San Ponset fa ancor l’invernet” (a San Ponzio – 14 maggio- può ancora brinare).


Innanzitutto  non è consigliabile piantare patate in un appezzamento che precedentemente era prato stabile. Infatti, è provato, che, in tal caso, è facile incorrere nell’infestazione del parassita denominato “ferretto”, un elateride (una specie di piccolo vermetto di consistenza dura) che fora i tuberi rovinandone la commercializzazione e la conservazione.


Individuato l’appezzamento è utile prepararlo e fresarlo almeno quaranta giorni prima dell’impianto favorendo, così, una migliore tessitura e stabilizzazione del suolo. Inoltre, in tal modo, è possibile attuare la pratica della “falsa semina”, cioè eliminare, con una seguente leggera fresatura, poco prima della messa a dimora dei tuberi,   le infestanti che nel frattempo saranno germinate dai semi caduti nell’ultimo scorcio dell’annata agraria passata. Si eviterà la proliferazione delle male erbe tanto dannose al buon andamento della coltivazione. Nel frattempo , gli amanti della buona e utile pratica biologica e biodinamica, biosostenibile ed ecocompatibile, potranno procedere ad irrorare il terreno  scelto con una soluzione di germogli di patate vecchie (due manciate) precedentemente frullate e, successivamente, diluite in 4 litri di acqua di sorgente (quantità indicata per 100 metri quadri di terreno) al fine di ingannare, con questo richiamo naturale, le dannose dorifore, stimolandole a risalire il terreno e uscire in superficie per cibarsi della parte verde delle piante. Emergendo fuori stagione non troveranno il cibo, per cui moriranno di fame.   


I tuberi dovranno trascorrere un periodo di almeno 40-50 giorni,prima della semina,  in un locale luminoso  in modo che i germogli si inverdiscano e diventino tozzi e robusti. Si avrà una futura  produzione di patate sane, quantitativamente e qualitativamente superiori. E’ anche consigliabile, se le dimensioni delle patate da seme non sono esageratamente grandi, non tagliarle per l’impianto. E’ provato che il taglio costituisce una porta aperta all’infestazione e contaminazione del tubero con gravi conseguenze sulla qualità, produttività e sanità del raccolto. Solo l’ottima varietà Bintjie abbisogna del taglio longitudinale perché stimola  la produzione. Tuttavia la sezione deve essere effettuata almeno 24 ore prima della messa a dimora affinché la superficie tagliata asciughi (suberificazione). Per accelerare la suberificazione sembra utile “infarinare” la parte tagliata con cenere di legna.  


Il letame, ben maturo, dovrebbe essere disposto nel solco dove verranno ospitate le patata da seme per garantire una pronta assimilazione dei nutrienti Nella pratica adottata alcuni decenni fa, se la letamazione avveniva a spaglio prima dell’aratura o fresatura, era norma abituale aggiungere del solfato ammonico  (concime azotato)nel solco d’impianto. Effettuata la posa dei tuberi semi questi devono essere coperti da un leggero strato di terra affinché i germogli riescano facilmente ad emergere  facilitando lo sviluppo della pianta. Dopodiché sono raccomandabili due rincalzature da effettuarsi in tempi diversi durante il ciclo vegetativo. E’ pure consigliabile un trattamento preventivo a base di ossicloruro di rame per contrastare la peronospora. Se la tarda primavera e l’estate corrono particolarmente piovose conviene ripete il trattamento. Comunque sia non toccate o entrate del campo coltivato a patate quando le piante sono bagnate o durante una pioggia. Potreste ferirle creando così delle zone di accesso al patogeno suddetto. Le spore della peronospora sono veicolate dall’acqua.


La dorifora, se non si è adottata la tecnica “dei germogli o dell’inganno” può essere combattuta:


con il metodo biologico tramite l’uso del Bacillus Thuringensis ; con il metodo tradizionale  mediante asportazione manuale del parassita; con il metodo convenzionale usando insetticidi specifici ( metodo comunque non adottato dall’associazione per la tutela della patata Piatlina e Ciarda della Valle Grana).


Infine la raccolta. Questa deve avvenire durante la fioritura per la produzione di patate “da seme” (prima dei forti attacchi da parte di insetti – afidi portatori di virus degenerativi per la varietà), a steli parzialmente o totalmente disseccati per la produzione di patate da consumo.


Le varietà in commercio sono tante:le tradizionali Bintje , Primura, Bea, Majestic e le moderne Fabula, Servane, Penelope, ecc.


Qui di seguito la descrizione delle due patate in fase avanzata di rivalorizzazione da parte dell’apposita associazione per la tutela, promozione valorizzazione dell’antica patata Piatlina e della patata Ciarda della Valle Grana. Una terza varietà è in fase iniziale di recupero e studio (patata del bur o del giari) .


In conclusione  dovete sempre ricordare che le patate si piantano nel periodo di luna vecchia (poca pianta – più raccolto) e si raccolgono anche in luna vecchia ( germogliazione lenta e conservabilità più lunga).


Lucio Alciati
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu